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Fondazione Studi Tributari

La Fondazione Studi Tributari nasce da un’idea del Prof. Avv. Raffaello Lupi, il quale, affiancato da un nutrito team di ...

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questo è un sito solo mio....

Dove segno le mie impressioni senza impegni, senza preoccupazioni diplomatiche, senza dosare troppo le parole, senza edulcorare le sensazioni, e quindi senza inquinare le riflessioni...anche se è un sito statico, di rinvio agli altri siti e links con cui cerco di portare avanti le mie riflessioni sulle scienze sociali e la tassazione in particolare. Beh , da una parte mi piacerebbe definirmi "scienziato sociale" però mi vergogno un pò.....poi l'accostamento dei due concetti "scienziato" e "sociale" appare un pò contraddittorio. ma di questo mi sono occupato nel volume su "organizzazione sociale e scienze sociali", qui allegato. Aggiungo qualche info per chi arriva fino qua, sono docente universitario al momento sono inserito nella categoria burocratica dei professori di diritto tributario, ma non si può mai dire nella vita..anche se alcune destinazioni sono da escludere, come fisica delle particelle o storia dell'arte medievale... Da piccolo, abitavo al tuscolano, guardavo le figure dei libri di storia, come oggi si guardano quelle dei fumetti, più grandicello ho preso la maturità classica, poi mi sono laureato in economia, a 23 anni, e poi in giurisprudenza, a 26. Poi le abilitazioni da avvocato e dottore commercialista. Nel frattempo, subito dopo la laurea in economia, ho visto un pò di aziende lavorando in una società di revisione di bilanci, dal 1978, qualche mese prima della laurea, al 1980 compreso, poi sono andato in uno studio di consulenza fiscale, sempre a grandi aziende, dal 1981 al 1983, quando ho lasciato i guadagni già abbastanza lauti, 40 milioni di lire nel 1983 non era poco, e mi sono messo a studiare diritto tributario e scrivere articoli...chi ha visto una contabilità aziendale, la sua routine, può comprendere che mi divertissi anche nel mondo dell'elucubrazione..in cui entravo, senza saperlo, in quello che venticinque anni dopo avrei definito come "inferno della ricchezza registrata, su cui ancora non si sfogavano le recriminazioni sociali provocate dal paradiso della ricchezza nascosta". Comunque mi divertivo, guardavo e cercavo di capire...nel 1990, a 34 anni, sono diventato ordinario di diritto tributario, con le carte in regole, avendo scritto un libro sull'accertamento induttivo, e uno sulle fusioni di società, più qualche decina di articoli e saggi..

Ma diritto tributario aveva qualcosa che non andava anche se...

non capivo esattamente cosa, o meglio l'avrei capito solo una decina d'anni dopo...anch'io ero convinto che tutto dipendesse dal legislatore, che leggi migliori avrebbero aggiustato tutto...povero illuso...ma non perchè i legislatori che via via si sono avvicendati, e i personaggi politici che ho conosciuto fossero  cattivi o imbroglioni, anzi!!! Però la politica è lo specchio della consapevolezza dell'opinione pubblica, sul singolo settore della convivenza sociale, che ho esaminato da tanti punti di vista. Partendo dalla tassazione, ho cominciato a riflettere su vari aspetti dell'organizzazione sociale tra diritto, economia, politica, gestione aziendale, come indico meglio in questo scritto. Uno dei suoi fili conduttori è la constatazione degli inconvenienti connessi all'imitazione, da parte delle scienze sociali, della metodologia delle scienze fisiche, con una parcellizzazione in vari compartimenti stagni , ciascuno dei quali cercava una sua strada per imitare le scienze fisiche; l'economia, con le sue formalizzazioni matematiche il diritto con l'appiattimento sulla legge e gli altri materiali. Seguendo una delle leggi di Murphy le scienze sociali si specializzano fino a sapere sempre di più su sempre di meno, fino a sapere tutto di nulla. 

certo, il sapere fisico sperimentale , indagando la materia, un giorno forse svelerà ai nostri  discendenti i misteri della vita e della morte, con cui gli uomini si confrontano  da sempre, ma nel frattempo, proprio per portare avanti le indagini sulla materia, bisogna trovare metodologie per organizzare la convivenza sociale, coordinando esigenze e riflessioni umane, molteplici , variabili, intrecciate tra di loro. 

Questo sito serve a raccogliere, così come mi vengono in mente, i miei spunti personali sull'organizzazione sociale, nelle sue articolazioni di diritto, economia, aziende politica, e in genere condizione umana.  Il sito parla di me come ricercatore sociale, e non direttamente di tributi, per i quali è meglio dirigersi per ora a www.fondazionestuditributari.com...e a www.giustiziafiscale.com qui voglio scrivere quello che mi passa per la mente dopo quasi cinquant'anni che mi diverto a ...pensare ai morti, sfogliando con curiosità i libri di storia, alla ricerca degli entusiasmi e delle angosce di quelli che ci hanno preceduto...man mano vedo che il tempo inghiotte personaggi che erano contemporanei...che stavano sempre sugli schermi televisivi, che mi sembravano eterni.... 

E tutti gli uomini grandi e piccoli si preoccupano in ultima analisi del senso della vita, che ciascuno trova a livello individuale, dovendo però confrontarsi con l'organizzazione sociale, su cui si riflettono gli ordini di importanza che i singoli danno alla loro esistenza, i modi in cui pensano valga la pena di impiegare il loro tempo. I bisogni, i valori, le speranze, e le illusioni che come diceva Huizinga sono una parte importante della realtà, perchè come diceva Shakespeare "noi siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni" (o come diceva Marzullo "la vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio...come si vede tra esaltazione umanistica e ridicolo le sfumature sono tante...)...Perchè tutti gli uomini sognano, ma non nello stesso modo, alcuni sognano di notte, immagini che si dissolvono all'alba, e altri sognano di giorno e sono uomini pericolosi, perchè potrebbero cercare di far diventare realtà queste immagini (lawrence d'arabia..i sette pilastri della saggezza). Comunque, "la questione di fondo non è tanto di vincere o di perdere, di vivere o di morire; ma di come si vince, di come si perde, di come si vive, di come si muore" ...la citazione è di JV Borghese...all'indomani dell'otto settembre una data emblematica per la (dis)organizzazione sociale in Italia , ma rinvio a quanto ho scritto sul tema nel paragrafo 5.1 del volume di scienza delle finanze...perchè in Italia una serie di ragioni storiche, anche nella generosità e nel sacrificio ognuno fa di testa propria, si inventa il proprio  ruolo, mischiando eroismi e opportunismi, come Mussolini che correva in aiuto del vincitore dopo il crollo della Francia, e la monarchia che cercava di smarcarsi dall'alleanza con la Germania quanto quest'ultima traballava ...perchè il nostro motto è "salvare il salvabile"...Ma qui sto divagando di nuovo sulla storia...che è dopotutto fatta di uomini, accomunati rispetto a tutti gli altri animali dalla consapevolezza di dovere un giorno morire...e che nel frattempo cercano di dare un senso alla propria vita, qualcosa di importante, che può essere il soddisfacimento di bisogni terra terra, brutali,  o piano piano una scala di valori...che dopotutto sono sempre forme d'amore.

Comunque un pò di organizzazione sociale ci vuole!!! non possiamo vivere come "ribelli" Ernst Junger....."Ribelle è il singolo, l'uomo concreto che agisce nel caso concreto. Per sapere che cosa sia giusto, non gli servono teorie, né leggi escogitate da qualche giurista di partito. Il ribelle attinge alle fonti della moralità non ancora disperse nei canali delle istituzioni. Qui, purché in lui sopravviva qualche purezza, tutto diventa semplice». Ma non possono essere coordinati miliardi di liberi pensatori...perchè produrre, scambiarsi servizi e merci è un lavoro sporco e complicato, prosaico e ripetitivo, ma qualcuno deve pur farlo, perchè abbiamo una serie di bisogni materiali da soddisfare per prolungare la specie, per produrre, trasportare, curare, prestare soldi, far crescere i figli, per quei posteri che oggi non hanno  fatto niente per noi, ma potranno farlo un giorno, quando ci ricorderanno. E' facile parlare di sentimenti, di emozioni, di umanità guardando l'orizzonte su una montagna, al tramonto in barca a vela, davanti a un tramonto mano nella mano col nostro amore, nell'imminenza del combattimento....Ma provate un pò a umanizzare la catena di montaggio, la contabilità aziendale, che poi è una catena di montaggio intellettuale, lo smistamento di pratiche legali per incidenti stradali o beghe di condominio...eppure è proprio questo che la maggior parte della gente deve fare, e chi ne ha la possibilità deve aiutarli: Non a fuggire, ma a riflettere nonostante tutto. Non a lottare contro un nemico immaginario, perchè la vera lotta è solo contro noi stessi. Non a cercare l'esaltazione nell'eroismo, perchè è già eroismo quello che fanno, non serve cercare una magia o un re. La vera esaltazione, c'è nell'assoggettarsi a una routine grigia, nell'accettare i nostri limiti, e ciononostante continuare a usare il cervello finchè il cuore cesserà di battere.

Professione e Tassazione (prima parte)

Professione e Tassazione (seconda parte)