Fondazione Studi Tributari

Fondazione Studi TributariLa Fondazione Studi Tributari nasce da un’idea del Prof. Avv. Raffaello Lupi, il quale, affiancato da un nutrito team di professionisti e di studiosi, si è posto il raggiungimento di un obbiettivo ambizioso, quello di colmare il vuoto teorico esistente tra due branche importanti delle scienze sociali, che sono tra loro complementari e compenetrate: il diritto tributario e la scienza delle finanze.

Il diritto tributario, la recente invenzione degli ultimi decenni, nuovo settore della convivenza sociale ha già esaurito la sua componente sperimentale e si presenta oggi appiattito sulla mera legislazione e, in una certa misura, privo di una visione d’insieme. La scienza delle finanze, al contrario, ha imboccato un ampliamento tematico sotto la veste dell’economia pubblica ed una espressione logico-formale che spesso la rende astratta e lontanata dalla sempre verde necessità dell’indagine della realtà e della riforma del sistema. È viva l’esigenza, quindi, di delineare i confini e di studiare i contenuti di quella vasta area di indagine che viene denominata “tassazione aziendale”, guado tra le due discipline.

Fin dalla sua costituzione, la Fondazione ha svolto un ruolo di riferimento nell’ambito della ricerca teorica del diritto tributario. Ogni studio e ogni scritto è stato realizzato al fine di colmare l’esigenza di approfondire gli aspetti della “tassazione aziendale”, intesa come quella tassazione non riferita “alle aziende”, ma alla maggior parte della società attraverso le aziende.

Questa prima snella visione d’insieme della tassazione aziendale è la cornice generale cui riportare gli episodi commentati su Dialoghi Tributari, la Rivista bimestrale edita da IPSOA e curata dal Prof. Avv. Raffaello Lupi e dal Prof. Avv. Dario Stevanato. È una visione di sintesi, più raffinata rispetto ai grossolani luoghi comuni che “lo Stato ha bisogno di soldi e li prende dove capita”, “i contribuenti si dividono in onesti e disonesti”, “chi più dichiara più evade” e via discorrendo.

La tassazione aziendale non presenta alternative, e occorre superarne i difetti del suo impianto generale, affiancando al ruolo di sostituto di imposta delle aziende, qualora soprattutto quest’ultime si rivelino inaffidabili o mancanti, il tradizionale intervento valutativo degli uffici, con particolare riferimento all’enorme platea degli “autonomi”, cioè di quegli operatori economici la cui attività si basa essenzialmente sul lavoro proprio.

I destinatari ai quali gli studi e le riflessioni della Fondazione si rivolgono sono da una parte gli operatori del settore, i cosiddetti “addetti ai lavori”, desiderosi di una cornice in cui contestualizzare la loro casistica lavorativa; dall’altra gli uomini delle istituzioni, gli imprenditori, i sindacalisti, gli opinion makers, interessati a un settore che assorbe quasi la metà del Prodotto Interno Lordo.

 

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