Materiali didattici

E' uscito a Giugno 2009, per Giuffrè, il Manuale Volume Unico Diritto tributario. Metodo giuridico e oggetto economico. E' il manuale con cui cerco di superare le vecchie distinzioni tra parte generale e parte speciale. Il sottotitolo dice "oggetto economico e metodo giuridico nella teoria della tassazione analitico aziendale". Premettiamo che, se le scienze sociali studiano i comportamenti della convivenza umana, la tassazione ha avuto bisogno di una teoria solo quando è divenuta "analitico aziendale" (prima tutto sommato ne poteva fare a meno, ed era sufficiente la teoria economica sugli effetti dei tributi. Prima erano sufficienti schemi generali del diritto amministrativo e (in via residuale) del diritto privato, per spiegare l'azione degli uffici tributari, e la tutela giurisdizionale contro di essi. Insomma, all'epoca la tassazione era alla portata di chiunque, per un verso o per un altro, avesse dimestichezza col diritto e l'economia. Su questi aspetti si sono inserite le grandi organizzazioni amministrative, e la visibilità della capacità economica attraverso di esse (tassazione "aziendale"), nonchè l'analisi in chiave tributaria di una molteplicità di rapporti giuridici (tassazione analitica). La tassazione analitico aziendale deve amalgamare i precedenti elementi strutturali dei poteri pubblici e dell'oggetto economico, con l'analisi tributaria dei rapporti giuridici e con la visibilità aziendale della capacità economica. A questo punto ha bisogno di una teoria e questo libro (riprendendo quanto avevo già scritto in Società diritto e tributi e in Evasione paradiso e inferno cerca di crearla). Ecco la prefazione al testo, che spurgato di tutte le minuzzaglie che fanno invecchiare rapidamente, è di sole 320 pagine.

Prefazione

Il volume intende sostituire i precedenti volumi di "parte generale" e "parte speciale" non solo e non tanto per venire incontro alle richieste di riduzione del materiale didattico, connesse al sistema dei c.d."crediti universitari".
Alla base dell'integrale rielaborazione dei precedenti testi ci sono anche le riflessioni dell'autore sul rapporto tra "legislazione" e "diritto", sull'inserimento del diritto nel quadro delle scienze umane e sociali, sul "metodo scientifico" che caratterizza queste ultime rispetto alle scienze sperimentali (è un percorso di riflessione avvenuto dapprima col volume "Società diritto e tributi", del 2005 e poi con Evasione fiscale, paradiso e inferno, del 2008). Le scienze sociali hanno ad oggetto i comportamenti, ed i "materiali", legislativi, giurisprudenziali, dottrinali o amministrativi, sono uno strumento per poterli prevedere, ma rischiano di farli passare in secondo piano, e di far perdere una visione di insieme. Non si vede quindi perché gli studenti dovrebbero imparare il diritto tributario attraverso "materiali" (legislativi e non solo) che gli stessi operatori, magistrati, dirigenti dell'amministrazione finanziaria e persino professionisti, consultano di volta in volta, quando è necessario per esigenze di lavoro o di studio.
Nei precedenti volumi, l'eccesso di legislazione, sia pure sistematizzata e selezionata, faceva passare in secondo piano l'oggetto del diritto come scienza umana e sociale, cioè i comportamenti delle istituzioni legislative, amministrative e giurisdizionali, e la loro influenza sul comportamento degli individui. Attraverso i comportamenti delle istituzioni, relativamente stabili nel tempo rispetto a molti dettagli legislativi, si coglie anche la parte stabile dell'ordinamento tributario, e si può evitare che "tre parole del legislatore rendano carta da macero" i nostri scritti, secondo la nota espressione di Kirchmann. Finchè la tassazione sarà "analitico-aziendale", questo testo spiegherà la convivenza sociale in materia tributaria, le ragioni per cui la capacità economica diventa "visibile", alla portata del potere amministrativo, per il tramite di organizzazioni aziendali che la selezionano, analizzando in chiave patrimoniale i più vari rapporti giuridici. In questa formula sono indicate le principali componenti della tassazione, che una teoria deve amalgamare, ma non mi dilungo su quanto è già spiegato nel paragrafo 1.6. Qui voglio solo ricordare che il volume aspira a superare compartimentalizzazioni dalle quali non si percepisce una visione di insieme (ad esempio le fonti, l'interpretazione, i soggetti, le sanzioni, i poteri, etc..); anche lo studente deve avere chiaro che ogni parte è un punto di osservazione di un complesso organico, su cui ci si deve formare una visione di insieme.
Su questa visione di insieme, facilmente riconducibile a poche centinaia di pagine, possono poi innestarsi le preferenze più varie dei docenti, dal reddito d'impresa al contenzioso, che un manuale non può soddisfare senza moltiplicare al buio il numero delle pagine. Sarò però lieto di cooperare coi colleghi che volessero elaborare materiale didattico personalizzato, aggiuntivo rispetto a questo testo.

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